La chiesa di San Michele da cui prende il nome la grossa borgata sita sul colle a levante di Nizza, un tempo chiamato "Colle Belmonte", è antichissima come quella di San Giovanni. Esisteva anch'essa prima della fondazione di Nizza poco distante dal Bricco del Mandolone su cui si ergeva il castello di Belmonte uno dei sette castelli che dominavano la zona in cui nacque poi la città di Nizza. Belmonte era sotto l'alto dominio dei Marchesi di Monferrato che ne avevano ricevuto investitura da Federico Imperatore. Nel 1192 i suoi feudatari ne fecero donazione al potente comune di Alessandria.
La chiesa di S. Michele, con un fondo di 80 giornate di terreno, fu concessa da Uberto Vescovo di Acqui alla Prevostura di S. Croce di Mortasa dei Canonici Regolari, nel 1094. Tale donazione venne confermata nel 1187 con bolla pontificia di Urbano III.
Col passare dei secoli la chiesa venne trascurata forse a causa di guerre, carestie, pestilenze ed altre calamità.
Da tempi remoti la chiesa di San Michele era sotto la giurisdizione della Parrocchia di Sant'Ippolito essendo compresa anch'essa nel tersero di Nizza chiamato Belmonte. Fino all'inizio del secolo scorso la cappella rimase inefficiente, vi si celebrava la messa solo una o due volte l'anno.
Nel 1909 ricominciò a prendere vita. La popolazione fece ritoccare i muri e costruì il campanile; le sorelle Paolina e Apollonia Gorreta che i sanmichelesi ricordano con venerazione, donarono la campana, la biancheria e la statua di S. Michele. In seguito i coniugi Giuseppe e Francesca Serra la dotarono di paramenti sacri, piviali e pianete tuttora in uso.
Nel 1909 venne solennemente benedetta dal Sig. Prevosto di Sant'Ippolito la campana con sopra incisa l'invocazione: "A fulgure et tempestate libera nos Domine"; e da allora le sacre funzioni domenicali vi si celebrarono regolarmente anche a merito del Signor Serra che tanto si era adoperato per ottenere dalla curia un cappellano.
Vi fu in seguito una nuova interruzione negli anni 1922 - 1924, ed a questo periodo è legato un episodio ancor'oggi vivo nella memoria dei sanmichelesi. Il 7 luglio 1924 un violento temporale con grandine si abbattè sulla zona senza dar tempo di suonare la campana benedetta e distrusse l'intero raccolto. Le donne, allarmate, considerando il flagello come un castigo di Dio per la mancata celebrazione nella cappella della S. Messa domenicale, costrinsero i loro uomini a darsi d'atto per far ripristinare al più presto le sacre funzioni. I priori e le priore iniziarono una raccolta di fondi tra la popolazione ed ottennero di avere un sacerdote che celebrasse la S. Messa. Dal 1925 fino al 1926 il Parroco di Bazzana Don Giovanni Colombara, incaricato dal Vescovo funzionò da Cappellano.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale, riappacificati gli animi e cessati i pericoli bellici, i sanmichelesi furono concordi nel decidere di ingrandire ed abbellire la chiesa. A spese di tutti vennero ricostruiti i muri (della vecchia struttura che pare fosse in stile romanico rimase il muro di fondo), la provvidero di un nuovo altare di marmo, della balaustra, di banchi e di una nuova campana fusa col materiale della prima che era andata rotta. Recentemente è stata dotata di un piccolo porticato che ne ripara l'entrata.
Attualmente la chiesa di S. Michele è sotto la giurisdizione della parrocchia di San Giovani, ma continua a funzionarvi da Cappellano il parroco di Bazzana
La chiesa di S. Michele, con un fondo di 80 giornate di terreno, fu concessa da Uberto Vescovo di Acqui alla Prevostura di S. Croce di Mortasa dei Canonici Regolari, nel 1094. Tale donazione venne confermata nel 1187 con bolla pontificia di Urbano III.
Col passare dei secoli la chiesa venne trascurata forse a causa di guerre, carestie, pestilenze ed altre calamità.
Da tempi remoti la chiesa di San Michele era sotto la giurisdizione della Parrocchia di Sant'Ippolito essendo compresa anch'essa nel tersero di Nizza chiamato Belmonte. Fino all'inizio del secolo scorso la cappella rimase inefficiente, vi si celebrava la messa solo una o due volte l'anno.
Nel 1909 ricominciò a prendere vita. La popolazione fece ritoccare i muri e costruì il campanile; le sorelle Paolina e Apollonia Gorreta che i sanmichelesi ricordano con venerazione, donarono la campana, la biancheria e la statua di S. Michele. In seguito i coniugi Giuseppe e Francesca Serra la dotarono di paramenti sacri, piviali e pianete tuttora in uso.
Nel 1909 venne solennemente benedetta dal Sig. Prevosto di Sant'Ippolito la campana con sopra incisa l'invocazione: "A fulgure et tempestate libera nos Domine"; e da allora le sacre funzioni domenicali vi si celebrarono regolarmente anche a merito del Signor Serra che tanto si era adoperato per ottenere dalla curia un cappellano.Vi fu in seguito una nuova interruzione negli anni 1922 - 1924, ed a questo periodo è legato un episodio ancor'oggi vivo nella memoria dei sanmichelesi. Il 7 luglio 1924 un violento temporale con grandine si abbattè sulla zona senza dar tempo di suonare la campana benedetta e distrusse l'intero raccolto. Le donne, allarmate, considerando il flagello come un castigo di Dio per la mancata celebrazione nella cappella della S. Messa domenicale, costrinsero i loro uomini a darsi d'atto per far ripristinare al più presto le sacre funzioni. I priori e le priore iniziarono una raccolta di fondi tra la popolazione ed ottennero di avere un sacerdote che celebrasse la S. Messa. Dal 1925 fino al 1926 il Parroco di Bazzana Don Giovanni Colombara, incaricato dal Vescovo funzionò da Cappellano.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale, riappacificati gli animi e cessati i pericoli bellici, i sanmichelesi furono concordi nel decidere di ingrandire ed abbellire la chiesa. A spese di tutti vennero ricostruiti i muri (della vecchia struttura che pare fosse in stile romanico rimase il muro di fondo), la provvidero di un nuovo altare di marmo, della balaustra, di banchi e di una nuova campana fusa col materiale della prima che era andata rotta. Recentemente è stata dotata di un piccolo porticato che ne ripara l'entrata.
Attualmente la chiesa di S. Michele è sotto la giurisdizione della parrocchia di San Giovani, ma continua a funzionarvi da Cappellano il parroco di Bazzana


















